Il primo appuntamento nella filiale di Monza della BCC di Triuggio e della Valle del Lambro ha riunito imprenditori, manager e rappresentanti della banca. Il format, progetto editoriale di EditoriaWeb e 2A Consulting srls, promuove il confronto tra credito e realtà produttive.

Una filiale bancaria può essere anche un luogo in cui imprese e territorio si incontrano. Da questa idea è partito il primo appuntamento monzese de “Il Salotto delle Imprese”, ospitato martedì 20 ottobre nella filiale della BCC di Triuggio e della Valle del Lambro.

Il format mette allo stesso tavolo banche di territorio e realtà produttive, creando uno spazio di confronto sulle esigenze delle imprese e sul loro rapporto con le comunità locali. È un progetto editoriale di EditoriaWeb e 2A Consulting, pensato per far emergere esperienze, punti di vista e occasioni di dialogo.

Il confronto tra imprese, manager e banca

A moderare l’incontro sono stati Agostino Marotta, editore di Il Salotto delle Imprese e direttore editoriale della Gazzetta di Milano, e Raffaella Manetta, caporedattrice di Gazzettadimilano.it.

Al confronto hanno partecipato Andrea Galimberti di Bona Srl, azienda di Lissone; Davide Lonati, di Davvero, Fondazione Franco Fossati e WOW Spazio Fumetto; Fulvio Andriolo, managing partner di Value Creation Team; e Mario Cesaroni, presidente nazionale di Confedra.

Per la banca sono intervenuti Luca Brambilla, responsabile della filiale di Monza; Marina Doni, referente Comunicazione e Pubbliche relazioni; e Giovanni Santambrogio, direttore de Il Taccuino.

Ascolto e conoscenza del territorio

Dal dialogo è emersa l’importanza di un interlocutore che conosca il contesto in cui operano le aziende e sappia ascoltarne le necessità. Un rapporto che può svilupparsi attraverso occasioni di confronto diretto tra banca e imprenditori.

«L’ascolto è alla base della relazione. Nel momento del confronto si vanno a cogliere le esigenze», ha detto Luca Brambilla.

Con l’appuntamento di Monza, Il Salotto delle Imprese ha portato il proprio format all’interno di una filiale, valorizzandone il possibile ruolo come spazio di relazione tra banca e tessuto produttivo locale.